In studio.La scena del contemporaneo:quattro artisti per l'obiettivo di Mario Cresci
A cura di Roberta Bertozzi, Massimiliano Ottaviani e Giuseppe Pazzaglia
Mostra Exhibition

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Sul Progetto On the Project
Mario Cresci, maestro della fotografia, incontra l’arte contemporanea nel luogo in cui questa ha origine: l’atelier, la scatola magica dove tra gesti ripetuti e intuizioni improvvise l’opera prende forma. Lo fa attraverso una campagna fotografica che lo ha portato negli studi di Francesco Bocchini a Sant’Angelo di Gatteo, Chiara Lecca a Modigliana, Alessandro Roma a Faenza e Nicola Samorì a Bagnacavallo, quattro artisti che pur operando stabilmente in piccoli centri sono riusciti a imporsi sulla scena nazionale. La provincia non come margine, ma come luogo di concentrazione e radicamento. Grazie al lavoro di un grande fotografo viene quindi a comporsi una mappa visiva e concettuale della scena artistica romagnola. Cresci non fotografa semplicemente gli studi d’artista, li restituisce come luoghi di pensiero, materia e relazione. Con la sua macchina fotografica – scelta deliberatamente come strumento discorsivo e non documentario – privilegia l’istantaneità relazionale alla costruzione univoca. Nelle sue parole: «Vedere la realtà e immergersi in essa, con il desiderio e la curiosità di cogliere ciò che non si vede al di là della forma visibile, è una delle ragioni che mi hanno convinto a usare da molti anni la macchina fotografica non come strumento, ma come mezzo paritetico agli altri mezzi espressivi usati da sempre dagli artisti». Negli studi dei quattro artisti, Cresci ha ritrovato il senso del proprio lavoro, quella sensazione di immergersi in luoghi «dove il tempo e lo spazio si separano dal reale, in una fotografia lenta e mai legata alla fugacità dell’istante». Ha inteso ogni artista come il corpo centrale di una grande opera d’arte, abitato da accumuli di materiali, forme e colori: quattro mondi diversi dove tempo, luce e spazio hanno creato una sintonia creativa. Prosecuzione ideale di Itinerari fotografici. Artisti e luoghi della creatività, lavoro realizzato da un gruppo di fotografi locali tra 2007 e 2008, In studio è un progetto sostenuto dal PAC – Piano per l’Arte Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Nato su commissione dell’assessorato alla Cultura del Comune di Savignano sul Rubicone, nell’ambito delle attività della Fototeca comunale Marco Pesaresi, il progetto viene ora presentato con una mostra in cui fotografie e opere d’arte si intrecciano, e con un catalogo dedicato (Dario Cimorelli Editore). Le immagini scattate da Cresci troveranno poi casa nella fototeca comunale entrando a far parte dell’archivio fotografico di Savignano sul Rubicone.
Photography master Mario Cresci meets contemporary art at its very source: the studio, that magic box where repeated gestures and sudden flashes of inspiration bring the artwork to life. He does so through a photography campaign that has taken him to the studios of Francesco Bocchini in Sant’Angelo di Gatteo, Chiara Lecca in Modigliana, Alessandro Roma in Faenza and Nicola Samorì in Bagnacavallo – four artists who, despite working permanently in small towns, have managed to make their mark on the national scene; province not as a periphery, but a place of focus and deep roots. Thanks to the work of a great photographer, a visual and conceptual map of the Romagna art scene thus takes shape. Cresci does not simply photograph artists’ studios; he portrays them as spaces of thought, matter and relationship. With his camera – deliberately chosen as a narrative rather than a documentary tool – he prioritises relational immediacy rather than a univocal construction. In his own words: “Seeing reality and getting immersed in it, with the desire and curiosity to grasp what lies beyond the visible form, is one of the reasons that has led me, for many years, to use the camera not as a tool, but as a medium on a par with the other means of expression that artists have always used.” In the studios of these four artists, Cresci rediscovered the meaning of his own work, that sensation of immersing himself in places “where time and space are detached from reality, in a slow-moving photography that is never bound by fleeting moments.” He viewed each artist as the central core of a great work of art, inhabited by accumulations of materials, forms and colours: four distinct worlds where time, light and space have given rise to a creative harmony. An ideal sequel to Itinerari fotografici: Artisti e luoghi della creatività, a body of work created by a group of local artists between 2007 and 2008, In Studio is a project supported by PAC, the plan for contemporary art promoted by the Directorate-General for Contemporary Creativity of the Italian Ministry of Culture. Commissioned by the Department of Culture of the Municipality of Savignano sul Rubicone, as part of the activities of the Marco Pesaresi Municipal Photo Library, the project is now being presented in an exhibition where photographs and works of art intertwine, as well as in a dedicated catalogue published by Dario Cimorelli Editore. The shots taken by Cresci will then be added to the municipal photo library, becoming part of the photographic archive of Savignano sul Rubicone.
Sull'Artista On the Artist

Mario Cresci (Chiavari 1942) è uno dei protagonisti della sperimentazione visiva italiana ed è noto per aver intrecciato fotografia, disegno, pittura, performance, video e installazione. Nel 1966 realizza il primo reportage in Basilicata – territorio che diventerà centrale nella sua ricerca – e nel 1967 riceve il Premio Niépce. Nel 1969 firma la prima installazione fotografica in Europa, al Diaframma di Milano. Tra i suoi lavori fondamentali, Matera, immagini e documenti (1975), pietra miliare della fotografia italiana e dell’indagine antropologica del territorio. Ha partecipato a diverse edizioni della Biennale di Venezia e dal 1991 al 1999 ha diretto l’Accademia di belle arti Carrara di Bergamo.
Mario Cresci (b. 1942, Chiavari, Italy) is one of the leading figures in Italian artistic experimentation, known for blending photography, drawing, painting, performance, video and installation art. In 1966, he produced his first photo-essay in Basilicata – a region that would become central to his work – and in 1967 he was awarded the Niépce Prize. In 1969, he created Europe’s first photographic installation, at Il Diaframma gallery, in Milan. Among his seminal works is Matera, immagini e documenti (1975), a milestone in Italian photography and in the anthropological study of the region. He has taken part in several editions of the Venice Biennale and, from 1991 to 1999, he directed the Carrara Academy of Fine Arts in Bergamo.



